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Azzerare le emissioni nette

Comprendere i rischi e le opportunità di investimento generate dalla più grande ridistribuzione di capitale nella storia
 

ULTERIORI INFORMAZIONI

 

 

 

Secondo uno studio redatto congiuntamente da BNY Mellon Investment Management e Fathom Consulting, il pianeta non potrà raggiungere gli obiettivi di azzeramento delle emissioni nette, Net Zero, entro il 2050 a meno di un aumento significativo degli investimenti. E non è solo una questione di nuovi investimenti, ma anche di ridistribuzione del capitale.

 

La ricerca condotta da Shamik Dhar, Chief economist di BNY Mellon Investment Management, e Brian Davidson, Head of climate economics presso Fathom, esamina gli attuali impegni di spesa a livello mondiale, evidenziando le aree chiave in cui è necessario fare passi avanti. Dobbiamo superare ostacoli significativi per riuscire ad azzerare le emissioni nette. Ogni transizione, soprattutto se di queste dimensioni e di questa portata, comporta non solo rischi ma anche opportunità. Dall’analisi delle esigenze di investimento a livello settoriale e geografico emerge che la transizione Net Zero dovrebbe offrire opportunità agli investitori più consapevoli. Qui di seguito illustriamo alcuni dei principali punti della ricerca.

 

 

 

 

 

Conseguenze per gli investitori

Dal report: Una guida per gli investitori sull’azzeramento delle emessioni nette

 

1.L’investimento di circa 100.000 miliardi di dollari, necessari per azzerare le emissioni, creerà un nuovo scenario di opportunità e rischi.

 

2.Le imprese che trarranno maggior profitto dalla transizione non saranno necessariamente quelle che effettueranno la maggior parte degli investimenti green.

 

3.L’attività estrattiva è destinata ad aumentare in misura significativa sulla scia dell’incremento della domanda di metalli e minerali utilizzati per le tecnologie legate alla transizione (ad esempio, il litio).

 

4.Gli operatori di tutti i settori, e in particolare quelli del settore energetico e servizi di pubblica utilità, avranno un ruolo determinante nel raggiungimento dell’obiettivo Net Zero. Tuttavia, se non saranno loro a fare investimenti green, lo faranno i nuovi operatori.

 

 

 

 

 

Gli investitori possono fare di più per garantire che i fondi che hanno in gestione siano allineati all’obiettivo sul clima di Parigi e che le società in portafoglio investano nella misura necessaria a trasformare questi impegni in realtà.

Shamik Dhar

Chief Economist, BNYM

<p class="cite-name">Shamik Dhar</p>
<p class="cite-role">Chief Economist, BNYM</p>

 

 

La grande sfida è azzerare le emissioni nette entro il 2050, ovvero la strada ampiamente condivisa per raggiungere l’obiettivo dell’Accordo sul clima di Parigi. Secondo quanto descritto nel report, è necessario investire circa 100.000 miliardi di dollar:
  • Ciò equivale a circa un quinto del totale degli investimenti globali previsti per i prossimi 30 anni o al 3% del PIL globale.
  • Questi investimenti non rappresentano i costi per fermare i cambiamenti climatici ma sono la strada per archiviare un’economia che produce una grande quantità di emissioni di gas serra.
  • Più sarà ritardata questa transizione, maggiore sarà l’entità della spesa necessaria.
Secondo Dhar e Davidson, il trasferimento di risorse dalla produzione di capitale “inquinante” a quella di capitale “green” potrebbe rappresentare la più grande ridistribuzione di capitale nella storia; potrebbe essere trasformativo almeno quanto il Piano Marshall(1) USA o l’ascesa della Cina negli anni Novanta/Duemila. In caso di riuscita di questa transizione, i benefici per la società e per gli investitori può essere notevole secondo gli autori del report.

La nostra “Guida per gli investitori all’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050” evidenzia che sono necessari ingenti investimenti di capitale in infrastrutture a ridotte emissioni di carbonio affinché si possa raggiungere gli obiettivi sul clima di Parigi. Ma gli ostacoli non mancano.

BAU
Net Zero
Altri investimenti "puliti"
445.000 miliardi di dollari
445,000
miliardi di dollari
Investimenti in attivi "sporchi",
111.000 miliardi di dollari
111,000
miliardi di dollari

Requisiti degli investimenti globali*
USD, migliaia di miliardi

Fonte: BNYM/Fathom Consulting. Dati a settembre 2022.

* Investimenti cumulati tra oggi e il 2050 in scenari business-as-usual (BAU) e net zero.

“Anche se il prezzo più alto sarà per la maggior parte pagato dal settore privato, i policymaker hanno un ruolo fondamentale nell'ambito della supervisione della transizione: la definizione di politiche intelligenti e affidabili può incoraggiare gli investimenti del settore privato.”

Brian Davidson

Head of climate economics, Fathom Consulting

Altri investimenti
"puliti", 456.000 miliardi di dollari
456mila
miliardi di dollari
Investimenti “verdi”
(nuovi/naturali)**, 82.000 miliardi di dollar
82mila**
miliardi di dollari
Investimenti “verdi”
(non recuperabili)***, 18.000 miliardi di dollar
18mila***
miliardi di dollari

Requisiti degli investimenti globali*
USD, migliaia di miliardi

Fonte: BNYM/Fathom Consulting. Dati a settembre 2022.
* Investimenti cumulati tra oggi e il 2050 in scenari business-as-usual (BAU) e net zero.
** Gli investimenti green che sostituiscono il capitale sporco naturalmente deprezzato esistente e sostengono la nuova crescita economica.
*** Investimenti green che sostituiscono/ammodernano gli incagliamenti.

Anche se il prezzo più alto sarà per la maggior parte pagato dal settore privato, i policymaker hanno un ruolo fondamentale da svolgere nell'ambito della supervisione della transizione: la definizione di politiche intelligenti e affidabili può incoraggiare gli investimenti del settore privato.

Brian Davidson

Head of climate economics, Fathom Consulting

Non tutti concordano with “Non tutti concordano con le stime sulla spesa in conto capitale necessaria per rendere il mondo “green”.

Stando gli autori del report, la questione è complicata da fattori quali il progresso tecnologico, il tasso di crescita del PIL e il fatto che non c’è consenso sulle caratteristiche specifiche di un investimento “green”. Ad esempio, secondo gli autori del report, se le batterie agli ioni di litio su scala industriale diventassero la principale fonte di stoccaggio dell’elettricità, gran parte dell’infrastruttura del gas diventerebbe inutile e andrebbe dismessa, richiedendo quindi un livello di investimenti diverso per riuscire ad azzerare le emissioni nette, rispetto a se l’idrogeno facesse parte del futuro mix energetico e l’infrastruttura del gas potesse essere mantenuta e riutilizzata. Allo stesso modo – si legge sempre nel report – la possibilità di utilizzare gli aerei già esistenti dipenderà da quale tecnologia aeronautica a ridotte emissioni di carbonio si affermerà.

Valori cumulativi da oggi al 2050
Prezzi 2020 in migliaia di miliardi di USD
Investimenti a livello economico
$396,6 – $597,0
Investimenti green
$61,4 – $166,1
Attivi non recuperabili
$4,2 – $22,4

Fonte: BNYM/Fathom Consulting. Dati a settembre 2022.

L’output del modello varia in base alle rettifiche apportate al report tra capitale sociale e PIL, ai tassi di ammortamento, ai tassi di crescita del PIL e alla quota di capitale pulito rispetto al capitale totale.

Costo livellato dell'energia

Valori mediani, USD per megawattora, 2020

In alcuni casi, il costo di costruzione e gestione del capitale “pulito” può essere più economico dello status quo – si legge nel report. Ma in altri casi, il capitale “pulito” può essere più costoso.

Fonte: BNYM/Fathom Consulting. Dati a settembre 2022.

Si legge nel report:

Alcune imprese dovranno assorbire perdite significative o dovranno essere remunerate per queste perdite necessarie. Questa è la sfida più grande per raggiungere l'obiettivo sul clima di Parigi. Dalla nostra analisi emerge altresì che la quantità di attivi incagliati aumenta quanto più la transizione viene ritardata.

I settori che più necessitano di investimenti per riuscire ad azzerare le emissioni nette entro il 2050 sono, a quanto pare, quelli almeno in parte evitati da alcuni investitori per questi motivi.

Secondo il documento, è probabile che circa 20.000 miliardi di dollari USA di attivi inquinanti debbano essere dismessi o riadattati: nel report si parla di “attivi incagliati”. Secondo gli autori del report, i settori energia, servizi di pubblica utilità e compagnie aeree devono far fronte a costi significativi per la dismissione degli attivi inquinanti. Gli autori del report sostengono che la metà di tutti gli investimenti aziendali necessari per riuscire ad azzerare le emissioni netto entro il 2050 dovrà essere spesa dalle imprese dei settori energia e servizi di pubblica utilità, anche se la loro capitalizzazione di mercato combinata è solo il 6% del totale.

Alcuni punti salienti del report:

1.Gli investimenti verdi nel settore dell’energia dovrebbero andare a beneficio delle imprese che producono sistemi di accumulo a batterie, infrastrutture di rete e tubazioni. L’idrogeno verde sembra destinato a svolgere un ruolo importante nella transizione.
2.La spesa delle famiglie legata alla transizione su prodotti come le auto elettriche e impianti di riscaldamento a ridotte emissioni di carbonio, tra cui le pompe di calore, è destinata ad aumentare enormemente nello scenario “Net Zero 2050”.
3.L’adozione diffusa dell’idrogeno come combustibile e mezzo di stoccaggio dell’elettricità potrebbe comportare, in larga parte, una semplice riconversione dell’attuale infrastruttura di gasdotti e centrali a gas.

Investimenti verdi per settore dell'indice S&P 500, nello scenario Net Zero

Visualizza i dati

Rischi di transizione per settore dell'indice S&P 500, z-score

Dopo aver creato una metodologia nuova e unica, gli autori del report l’hanno utilizzata per assegnare un punteggio a 24 settori del mercato azionario in base ai rispettivi rischi di transizione. Per ogni settore è valutata la rapidità con cui potrebbe avvenire la decarbonizzazione e la problematicità, dal punto di vista economico, di tale processo.

Visualizza i dati

Secondo quanto emerso nella ricerca, oltre la metà dei 100.000 miliardi di dollari USA di investimenti è necessaria nei mercati emergenti (ME) – più nei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) che nel G7. Stando al report, sarebbe la Cina più di qualsiasi altro Paese ad aver bisogno di investimenti verdi.

Si legge:

"Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto, il Paese è grande e da solo rappresenta già oltre il 15% del PIL globale. In secondo luogo, secondo le previsioni, il Dragone dovrebbe crescere più velocemente della maggior parte delle economie fino al 2050; per sostenere questa crescita, saranno quindi necessari maggiori investimenti, compresi quelli verdi. Infine, in Cina una quota della produzione di elettricità superiore alla media deriva da combustibili fossili e il Paese ha anche un'intensità di CO2 rispetto al PIL superiore alla media.

Stando al report:

1.

Da ogni dollaro di investimenti green speso in un ME si può ottenere una decarbonizzazione maggiore rispetto a quanto realizzabile in un’economia avanzata con un esborso equivalente.

2. India, Cina, Corea del Sud e Indonesia dovrebbero crescere più rapidamente della media mondiale e attualmente utilizzano parecchio carbone per la produzione di elettricità. Di conseguenza, richiedono una quota maggiore di investimenti green rispetto alla loro attuale quota del PIL globale.

3.

Circa un terzo degli investimenti dovrà essere speso negli Stati Uniti e nell’UE nel loro insieme.

Investimenti green
necessari* nei ME rispetto alle emissioni di CO2

Emissioni di CO2, percentuale
del dato globale, scala logaritmica
4.8% Russia, Investment $1.4M
CO2 emissions 4.8%
0.9% Polonia, Investimenti $0.6M
Quota di CO2 0.9%
0.1% Ungheria, Investimenti $0.2M
Quota di CO2 0.1%
0.3% Repubblica Ceca, Investimenti $0.4M
Quota di CO2 0.3%
0.2% Grecia, Investimenti $0.4M
Quota di CO2 0.2%
1.2% Turchia, Investimenti $1.2M
Quota di CO2 1.2%
30.7% Cina, Investimenti $23.8M
Quota di CO2 30.7%
0.3% Qatar, Investimenti $0.4M
Quota di CO2 0.3%
1.9% Corea, Repubblica di, Investimenti $2.4M
Quota di CO2 1.9%
0.7% Egitto, Investimenti $0.3M
Quota di CO2 0.7%
0.6% Pakistan, Investimenti $0.2M
Quota di CO2 0.6%
0.6% EAU, Investimenti #N/A
Quota di CO2 0.6%
--% Taiwan, Investimenti $0.6M
Quota di CO2 --%
1.5% Arabia Saudita, Investimenti $1.1M
Quota di CO2 1.5%
7.3% India, Investimenti $6.9M
Quota di CO2 7.3%
1.4% Messico, Investimenti $1.3M
Quota di CO2 1.4%
0.8% Thailand, Investimenti $0.7M
Quota di CO2 0.8%
0.4% Filippine, Investimenti $0.6M
Quota di CO2 0.4%
0.7% Malaysia, Investimenti $0.6M
Quota di CO2 0.7%
1.7% Indonesia, Investimenti $3.1M
Quota di CO2 1.7%
1.3% Brasile, Investimenti $1.7M
Quota di CO2 1.3%
0.2% Perù, Investimenti $0.2M
Quota di CO2 0.2%
0.3% Cile, Investimenti $0.4M
Quota di CO2 0.3%
1.3% Sudafrica, Investimenti $0.4M
Quota di CO2 1.3%
0.5% Argentina, Investimenti $0.4M
Quota di CO2 0.5%

Fonte: Penn World Table / Refinitiv Datastream / BNYM / Fathom Consultiong. Dati a settembre 2022.
*In uno scenario net zero entro il 2050

Ripartizione* degli investimenti green a livello globale

Percentuale del totale
1.7% Canada, 1.7%
32.4% Altri
1.7% Brasile, 1.7%
17% USA, 17%
3.5% Germania, 3.5%
2.6% Regno Unito, 2.6%
6.9% India, 6.9%
3.9% Giappone, 3.9%
0.4% Sudafrica, 0.4%
2.5% Francia, 2.5%
1.4% Russia, 1.4%
2.1% Italia, 2.1%
23.8% Cina, 23.8%
Fonte: BNYM/Fathom Consulting. Dati a settembre 2022
*In uno scenario net zero entro il 2050 per i BRICS e altro
Fonte: BNYM/Fathom Consulting.

*Scenario di azzeramento delle emissioni nette 2050 G7, BRICS e altri/ Fonte: BNYM / Fathom Consulting

net-zero map chart IT

Fonte: Penn World Table / Refinitiv Datastream / BNYM / Fathom Consulting

Anche le imprese che forniscono beni strumentali green alle famiglie sono destinate a beneficiarne. Il punto è che non tutti i 100,000 miliardi di investimenti saranno effettuati da aziende quotate e non quotate.

Stando al report:

Anche se con tutta probabilità saranno loro a pagare il prezzo più alto, probabilmente molto dovrà essere fatto anche da famiglie e governi, ad esempio acquistando auto elettriche e nuovi impianti di riscaldamento ecologici, ma anche isolando abitazioni ed edifici. I finanziamenti necessari dovrebbero provenire da diverse fonti, tra cui entrate, gettito fiscale e prestiti bancari.

Secondo gli autori, una politica intelligente e lungimirante può favorire questo processo, mentre gli investimenti in nuove tecnologie e capitale verde possono contribuire a ridurre i costi.

Ripartizione per attività delle emissioni globali di gas serra

Percentuale del totale, 2019
Fonte: CAIT/IPCC/BNYM/Fathom Consulting. Dati a settembre 2022.

Alcuni dei frutti immediati non sono ancora stati colti. Un esempio è il passaggio dalla produzione di energia basata sul carbone a quella derivante da fonti rinnovabili: il finanziamento di questo passaggio può avere un impatto di ampio respiro, tra cui un risparmio per le famiglie sulle bollette elettriche, con conseguenti benefici sociali più generali. Questi investimenti impattano non soltano il clima, ma anche il commercio in generale.

Shamik Dhar

Chief Economist, BNYM

 

 

 

Team Global Economics and Investment Analysis di BNY Mellon

Per saperne di più, sono disponibili le biografie del team.

 

 

 

 

 

 

 

Scarica il report completo in inglese