Domande frequenti sulla Brexit

In che modo vi siete preparati per la Brexit?

Dopo tre anni, abbiamo ora completato gran parte delle attività intraprese in previsione della Brexit. Abbiamo ampliato le autorizzazioni regolamentari della nostra entità lussemburghese per assicurarci di poter portare avanti i rapporti esistenti nell’UE/SEE riducendo al minimo i disagi per gli investitori e le controparti. Abbiamo inoltre colto l’opportunità per consolidare le attività di società di gestione per l’UE ubicate in Irlanda e in Lussemburgo all’interno di una singola struttura lussemburghese, allo scopo di incrementare l’efficienza in termini di infrastrutture, risorse e capitali.

Continuiamo a mantenere un programma e dei flussi operativi dedicati alla Brexit, che mirano a individuare le possibili problematiche nel livello di servizio e raccomandare piani d’emergenza per ridurle. Stiamo inoltre collaborando con i nostri delegati di Investment Management per stabilire quali sono le aree di impatto per i contratti con le controparti UE e la misura in cui tali contratti dovranno essere oggetto di novazione in caso di no-deal Brexit. Poiché la nostra offerta di servizi abbraccia tutta l’Europa, oltre che il Regno Unito, riteniamo prioritario preservare il livello di servizio durante l’intero processo.

Potrebbero esserci degli aumenti nei costi / TER dovuti alle implicazioni dirette / indirette della Brexit?

In questa fase non abbiamo individuato costi o commissioni incrementali legati alla gestione e all’amministrazione a carico dei comparti in conseguenza della Brexit. Nel caso in cui dovessero emergere costi e commissioni incrementali, saranno comunicati agli investitori in base alle normative pertinenti.

Si rileva tuttavia che alcuni costi legati alle transazioni a cui i comparti sono soggetti, come ad esempio lo spread di mercato, sono trainati dai mercati; l’eventuale aumento di tali costi in conseguenza della Brexit chiaramente esula dal controllo del Gestore / Gestore degli Investimenti.

Esistono potenziali problemi legati alla liquidità in riferimento ai vostri fondi?

La liquidità di tutti i comparti viene rivista costantemente per assicurare che i portafogli siano gestiti in linea con i termini di rimborso offerti. Ad oggi, da tale analisi non sono emerse problematiche di rilievo.

In qualità di investitore europeo, posso continuare a investire nella vostra gamma di fondi domiciliati nel Regno Unito?

Il Governo britannico ha implementato un regime di autorizzazioni temporanee (TPR) che mira ad assicurare che le società di investimento e i fondi SEE che attualmente operano nel Regno Unito in virtù del meccanismo del passaporto europeo possano continuare a operare per un periodo dopo l’uscita del Regno Unito.

Tuttavia non sono in essere accordi reciproci a livello di UE sulla commercializzazione dei fondi britannici agli investitori retail nell’ambito dell’UE, e i fondi britannici non si qualificheranno più come fondi OICVM. Pertanto, la possibilità che l’investitore UE possa mantenere un investimento in un fondo domiciliato nel Regno Unito dipenderà dal caso specifico. Nel caso in cui il suo “mandato” richieda l’investimento in fondi OICVM, probabilmente dovrà disinvestire o astenersi dall’effettuare ulteriori investimenti in un fondo domiciliato nel Regno Unito. 

Quali provvedimenti avete intrapreso per assicurarvi di poter continuare a commercializzare veicoli di investimento domiciliati nel Regno Unito agli investitori dell’UE e attenervi alle diverse normative applicabili a questi ultimi?

BNY Mellon Global Funds (BNYMGF) rappresenta la nostra offerta di punta di prodotti OICVM nell’UE e le relative strategie sono ampiamente allineate con quelle offerte nell’ambito della gamma di fondi britannici. Nel caso in cui le strategie rappresentate nell’ambito della gamma BNYMGF non rispondano pienamente ai requisiti degli investitori domiciliati nell’UE/SEE, potremo lanciare dei fondi aggiuntivi in BNYMGF allineati ai fondi britannici esistenti. Laddove questo non fosse possibile, per qualsivoglia motivo, potremo in via eccezionale adoperarci per notificare agli Stati Membri dell’UE interessati la commercializzazione dei fondi britannici in virtù del regime nazionale di collocamento privato applicabile ai paesi terzi in base alla Direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (AIFMD).